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Premana: l'industria del ferro e il suo commercio

Museo della Grigna e il Moncodeno

Da Varenna si può proseguire fino ad Esino Lario, ascendendo l’omonima valle del torrente: questa è una graziosa località situata in ottima posizione climatica, soprattutto base ideale sia per escursioni che per gli appassionati di sport invernali, vista la vicinanza con Cainallo.
Nella parte alta del paese è possibile visitare la caratteristica piazza delle Capre, con fontane e lavatoi, ma certamente il sito di maggior interesse e richiamo è il Museo della Grigna.
Il Museo racchiude importanti collezioni che danno, in chiave locale, il senso delle trasformazioni geologiche e della storia dell’uomo, tra gli altri, da segnalare, oltre alla presenza di splendidi minerali e fossili a testimonianza delle varie ere geologiche, una collezione di farfalle italiane molto ricca di esemplari, una freccia di selce eneolitica, primo segno della presenza dell’uomo in queste zone, monili ed armi ritrovate nelle tombe celtiche e romane dei due abitati: Cres e Plac, in cui un tempo si divideva Esino Lario. Infine utensili e strumenti per lavori agricoli e casalinghi nonché la ricostruzione della “Casel”, baita tipica di queste terre.
Continuando l’ascesa, lasciato Esino si può giungere al Moncodeno, vasta conca che costituisce il cuore della Grigna Settentrionale. Si tratta certamente di una tra le zone carsiche più importanti d’Italia e la costante e continua scoperta di nuove grotte la rendono in perenne evoluzione. In meno di due chilometri quadrati vi sono centinaia di grotte e, tra queste, la più famosa è l’Abisso W le donne, che con i suoi 1.170 m. di profondità è una delle grotte più profonde del mondo.
Ricordiamo che le prime osservazioni scientifiche sul Moncodeno sono di Leonardo da Vinci ma le prime esplorazioni speleologiche risalgono al secolo scorso.